Igiene

Lattice, nitrile o vinile? Come scegliere il guanto giusto

I guanti monouso sono sempre più presenti e utilizzati nella nostra quotidianità; il periodo passato poi, ci ha imposto l’utilizzo anche in ambienti e situazioni in cui mai avremmo immaginato di doverli utilizzare rendendoli di fatto un oggetto famigliare e presente in tutte le case. Dall’ambito professionale a quello privato, le possibilità di scelta e le necessità da soddisfare sono varie e non sempre ciò che riteniamo adatto in realtà lo è.

Conosciamoli meglio partendo dalla cosa più importante: il materiale. Quelli più comunemente conosciuti sono il lattice, il nitrile e il vinile.

I guanti in lattice sono in assoluto quelli più utilizzati e commercializzati.

Il lattice è un liquido prodotto dai tessuti secretori interni alla corteccia di una pianta ad alto fusto, l’Hevea Brasiliensis, che cresce spontaneamente nella foresta Amazzonica e le cui piantagioni oggi si sono diffuse anche in altre parti del mondo in particolare in Asia. Questo materiale si distingue per tre caratteristiche principali: è biodegradabile, è morbido ed estremamente elastico. Possiede proprietà antibatteriche, antimuffa e fungicide e per questo motivo è un materiale largamente utilizzato per la fabbricazione di materassi ed articoli sanitari; è indeformabile quindi conserva la sua forma e rigidità iniziale senza alterarsi nel tempo anche dopo un uso intenso; è ecologico e riciclabile, per ammorbidire ed espandere il lattice si utilizza semplicemente aria. Inoltre gli scarti di produzione vengono riciclati in vari modi, mentre i prodotti già utilizzati possono essere utilizzati come fonte di energia alternativa. Tra tutti i guanti monouso presenti sul mercato quelli in lattice presentano la migliore resistenza a perforazioni e strappi. Sono utilizzati spesso da chi lavora a contatto con materiale biologico in quanto il lattice garantisce un maggior controllo del livello dei microfori e un grado di impermeabilità superiore a tutti gli altri (ad esempio il nostro REFLEXX 46 ).

I guanti in lattice possono essere utilizzati per maneggiare agenti chimici di moderata aggressività, sono adatti quindi per l’utilizzo nelle pulizie domestiche, in ambito ospedaliero e medicale, nella preparazione degli alimenti e per il giardinaggio o i bricolage.

L’unico svantaggio del lattice è che può provocare allergie in chi è sensibile alle sue proteine; oggigiorno il problema è stato notevolmente ridotto grazie all’estrazione di molte proteine allergeniche del lattice (processo di deproteinizzazione) in fase di produzione ma rimane comunque la necessità di valutare, in caso di allergia al lattice, alternative prive di tale sostanza.

Il Nitrile è una di queste; affidabili, protettivi e ultra resistenti, i guanti in nitrile sono una valida risorsa in tutte quelle situazioni in cui necessitiamo di un’alta resistenza allo stress meccanico ed una vigorosa protezione da agenti chimici aggressivi.

I guanti in nitrile sono composti di AcriloNitrile e Butadine, composto denominato anche NBR ovvero Nitrile Buthadiene Rubber. Il nitrile viene trattato e lavorato allo stato liquido, la procedura riguarda solo questo tipo di guanti, che vanta caratteristiche come elevata comodità, ergonomia ed elasticità. Possono essere utilizzati in ambito sanitario e medicale, nel settore alimentare per la lavorazione sicura del cibo, per le pulizie a livello professionale, per la manipolazione di agenti chimici e contaminanti e nell’industria leggera. Negli ultimi anni purtroppo si è notato che anche il nitrile può provocare delle reazioni allergiche legate all’esposizione a sostanze chimiche naturali o artificiali irritanti.

Nel settore dei guanti monouso, proprio per prevenire la dermatite allergica da contatto alle mani, è in corso un grande sviluppo di prodotti maggiormente bio-compatibili adatti anche ai soggetti con la pelle più sensibile, che prevedono un processo produttivo privo di metalli pesanti ed elementi chimici acceleranti.

I guanti in vinile sono guanti monouso realizzati dai granuli del PVC (Poli Vinil Cloruro – cloruro di polivinile), e da plasticizzanti (per lo più ftalati).

In formulazione pura il PVC è rigido, quindi non adatto all’indosso, miscelato con gli ftalati diviene flessibile e modellabile. Lo sviluppo di questo guanto nasce dall’assenza del Lattice di Gomma (non presenta quindi lo stesso rischio di allergia in quanto ne è privo al 100%) ma l’aspetto economico è stato essenziale per la diffusione del suo utilizzo.

Era, fino ad un paio di anni fa, la variante di guanto meno conosciuta, dedicata principalmente a quelle attività che richiedevano una protezione di basso livello (per esempio per la distribuzione delle terapie nelle strutture di degenza, per il rifacimento letti ecc.). Con l’arrivo della pandemia da COVID-19 e con il conseguente aumento dell’utilizzo dei guanti che ha portato allo scarseggiare di quelli in lattice e nitrile il vinile ha rappresentato una preziosissima risorsa.

La resistenza meccanica, raffrontata a quella del Lattice e del Nitrile a causa della scarsa coesione molecolare è inferiore di conseguenza il guanto, oltre che meno elastico, è più facile a microlesioni e rotture e risulta essere meno idoneo a prestazioni soggette a rischi (soprattutto biologici).

I guanti in Vinile che vengono prodotti con ftalati, classificati dal REACH, sono adatti anche al contatto con alimenti (Regolamento CE 1935/2004) eccezion fatta per gli alimenti grassi ed alcolici a causa della tendenza degli ftalati a migrare molto velocemente.

Sono ideali per le attività di breve durata che richiedono un’alta frequenza di ricambio.

Più avanti andremo ad analizzare quali sono gli allergeni che possono essere presenti all’interno della formulazione del guanto; le certificazioni che indicano la conformità, gli ambiti di utilizzo e le categorie di rischio e soprattutto ci soffermeremo su quelle che sono le raccomandazioni per il corretto utilizzo dei guanti.

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